Come sopravvivere al disastro nucleare... Benvenuti nel mondo di Philip K. Dick... e nel mio!!
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Monaco, agosto 2006.
A quello della Birra non riesco proprio a rinunciare!! Per dire la verità alle bionde preferisco le belghe!
“… Cos’è l’Universo? Semplicemente un po’ di inquinamento dello Spazio… Galassie , pianeti ed uomini sono soltanto pulviscoli irrilevanti di infinite energie e cose a noi invisibili… Con o senza di noi l'Universo sarebbe fondamentalmente lo stesso…”
Ciascuno di noi è misura delle cose che sono
e di quelle che non sono, ma c'è un'enorme differenza
tra l'uno e l'altra:
infatti per uno esistono e appaiono certe cose,
mentre per un altro esistono e appaiono cose diverse...
Pitagora (VI secolo a.C.)
Mi guardo dentro e non vedo più nulla. Neanche quella poesia che mi ha tenuto a galla. Aspetto una scintilla... o una piccola luce.
Mancano i crepuscoli come i sogni al giorno che si addormenta...
Aveva una bancarella in un angolo del mercato. La sua mercanzia era leggera come una foglia. Scriveva versi, li dipingeva su carta colorata e li vendeva perché la gente potesse incorniciarli. Se qualcuno passava e, incuriosito gli chiedeva che professione fosse mai quella, lui rispondeva semplicemente: il poeta! La gente non si accontentava di quello che trovava pronto ma voleva poesie a richiesta. Chi gli chiedeva di comporne una sul mare, sul proprio gatto, su un tramonto e persino su Dio! Qualcuno voleva una filastrocca in rima, qualche altro una dedica, alla madre, alla moglie, al bimbo, all'amante...insomma non si annoiava mai e la sua abilità gli permetteva di arrivare alla fine della giornata soddisfatto di aver accumulato un buon gruzzolo. Questo gli consentiva di vivere dignitosamente. Scrivere poi era l'unica cosa che sapesse fare.
Passavo ogni giorno di lì e mai mi ero fermato, ma quella mattina andai risoluto verso lui e, non appena fui arrivato, gli chiesi deciso:
- Amico mio, l'Amore, come mi chiedi tu, non si può scrivere e neanche vendere. E' dentro te. Lo devi provare ogni volta che ti emozioni. Lo devi donare senza aspettare nulla in cambio. Lo devi vivere. Allora la tua esistenza sarà essa stessa poesia per te e per gli altri. Lo so è difficilissimo ma provaci e non te ne pentirai. -
Restai senza parole. Misi le mani in tasca e silenzioso me ne andai lentamente. Quanto tempo avevo camminato con lo sguardo basso guardando solo il marciapiede? Pian piano mi accorsi che tutto intorno c'era un mondo che sfilava senza che me ne rendessi conto. Un mondo che sfioravo con lo sguardo ma di cui non coglievo l'essenza. Soprattutto un mondo che aveva bisogno del mio Amore, quello che avevo dentro me, quello che tutti noi dobbiamo donargli. Da allora non sono più la stessa persona...
C'è qualcuno di voi, in questo momento in cui state leggendo queste parole, che crede veramente che ciò che state vivendo davanti al vostro pc, possa essere soltanto un sogno?
E con ciò non intendo riferirmi a dubbi speculativi e filosofici circa la natura ultima dell'esperienza, né a qualcosa del genere. Sto semplicemente chiedendo se qualcuno in qualsivoglia senso veramente concreto pensi che questo possa essere un sogno che voi state vivendo in questo momento, invece del vostro ordinario stato di coscienza.
Ho modificato per adattarla a voi che leggete il post, una domanda che spesso pone al pubblico nelle sue conferenze, Charles T. Tart,docente di psicologia dell'Università della California e uno dei massimi studiosi nel campo della coscienza. Rubo ancora qualche sua parola:
Benché nel linguaggio generale si tenda ad impiegare i termini consapevolezza e coscienza per significare la stessa cosa, io li uso qui con significati alquanto diversi. Consapevolezza si riferisce alla cognizione di base che qualcosa sta accadendo, alla percezione o sensazione o cognizione nella loro forma più semplice. Coscienza si riferisce in genere alla consapevolezza in modo molto più complesso; la coscienza è consapevolezza modulata dalla struttura della mente.
Non ho postato questo per provocarvi il mal di testa ma per farvi riflettere su ciò che da sempre tormenta la mente di Dick e la mia di conseguenza. La natura del reale e la sua percezione. Introduciamo quindi il concetto di stato di coscienza alterato. Questo stato può includere diverse esperienze come la percezione del mondo esterno, la percezione del corpo, gli stimoli, le emozioni, la memoria, il senso del tempo, il senso di identità, l'elaborazione cognitiva, l'interazione con l'ambiente, il controllo di sé. Nell'ambito di queste esperienze si possono individuare numerosissimi casi che ci permettono di individuare gli stati di coscienza alterati. Mi fermo qui e vi chiedo: c'è qualcuno che si sente di rispondere affermativamente alla domanda posta all'inizio del post?
Non molto tempo fa, camminando su un sentiero del bosco in cui amo perdermi, mi sono trovato di fronte ad un bivio. Mi trovo spesso davanti dei bivi durante queste escursioni. Mi sono fermato e messo a pensare. Un grande albero di fronte a me. Mi sono immaginato un lombrico che sale su per un ramo in cerca della tenera foglia. Quanti bivi di fronte a lui. Quante possibilità nella nostra vita. Ogni momento della nostra esistenza dobbiamo prendere una decisione, anche piccola. Ogni decisione ci porterà verso una realtà diversa. Chi si ricorda quel film in cui prendere o non prendere un treno della metropolitana portava a due realtà simili ma diverse? Ma la mia mente va oltre. Mi trovo a pensare che seguendo una strada, un giorno, mi troverò davanti anche all'impossibile. Quelle cose che sono fantasie nella nostra mente potrebbero avverarsi. Potrebbe esistere, per esempio, un mondo di elfi, di fate o di qualsiasi altra cosa. Solo una questione di possibilità. Uno degli infiniti mondi possibili. Dick (sempre lui), nella prefazione di una sua raccolta di racconti scriveva:
Così sono io: paralizzato dall'immaginazione. Per me, una gomma a terra significa:
a) La Fine del Mondo
b) Un indizio della Presenza di Mostri (anche se ho dimenticato il perché).
E mi trovo, come il bruco, fermo davanti la biforcazione di un ramo, a chiedermi dove posso andare. All'improvviso un passero mi afferra e mi inghiotte. Ho finito per sempre di chiedermi. Forse.
Coloro che sognano durante il giorno sono a conoscenza di molte cose che sfuggono a coloro che sognano durante la notte.
Edgard Allan Poe
E io mi domando dobbiamo vivere sognando? O possiamo sognare di vivere?