Come sopravvivere al disastro nucleare... Benvenuti nel mondo di Philip K. Dick... e nel mio!!

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lunedì, 27 ottobre 2008
Fiumi.

Ora

appoggiato alle anse nascoste

a respirare la lenta corrente senza fine,

guardi fuggire tra le canne

quel tramonto impaurito.

Spalanchi le tue braccia

ad accogliere ogni vita sfiorita

sulle sponde umide e unte di malinconia.

Spargi il sangue delle tue ferite

tra acque di verde oscure

e intingi nel brivido della sera

la chioma di vento divina.

Muore nel silenzio

lo sguardo del tempo

e zittisci per sempre

le ore svanite nel pianto.

 

Ecco

Dio che nasci torrentello

di cantanti sassi

e in primavera ti orni

di spumosi biancospini

i fianchi

crescendo ti ampli

ti coronano distanze di

cementi e malinconie

in un fluire lento e devastante

fino ad arrivare mesto

dall'acque del mare

a farti ingoiare, deturpando

per qualche istante

con tuo colore putrido

quell'azzurro festante.


Davedomus & Ladylunaa

Postato da: davedomus a ottobre 27, 2008 17:37 | link | commenti (6)
poesia

martedì, 21 ottobre 2008
Di notte.

Di nebbia e grano

d’aculei fitti a trafiggere

il velo candido della notte

di Luna falciata.

Di strada e lampione

acceso su ombre feline sfuggenti

il tenue volto del ponente.

S’inerpica una strada ciottolata

sull’erta di un insonne mistero.

Disteso sul viola

di un livido pensiero

ecco l’invisibile

stormire del vento

nel bosco nascosto

in ogni struggente desiderio.

 

Chiama il gufo la notte

volando a voli brevi nel bosco

addormentato

si destano le stelle, faville

del creato

e la falce lunare miete sogni

tra nubi dorate e ascolta voci

lontane dal tempo evocate.


Davedomus & Ladylunaa



Postato da: davedomus a ottobre 21, 2008 18:53 | link | commenti (8)
poesia

venerdì, 17 ottobre 2008
Migrano

Lame di foglie fendono bave di vento umido.

La maschera portata un tempo si scioglie

sferzata dalla pioggia.

E’ l’albero ancora,

poggiato su ricordi

radicati nella terra nera,

non più feconda,

ferita d’aratro crudele,

s’incurva in questo autunno

di tagliole nascoste

nei cespugli d’ogni giorno.

Soffre il peso di questo chiarore sbiadito,

agonia di sole

affogato nella nebbia.

Eppure ancora migrano le malinconie

spiegano le ali a sud del cuore

e  lasciano le aride distese,

paesaggi nascosti in ognuno di noi.

Postato da: davedomus a ottobre 17, 2008 11:24 | link | commenti (4)
poesia

sabato, 11 ottobre 2008
Ottobre.


Carezza d’autunno

con mani di muschio

e pelle di foglia.

Postato da: davedomus a ottobre 11, 2008 11:56 | link | commenti (3)
poesia

martedì, 07 ottobre 2008
D’Autunno

 

Parla sommessa la palude

Fra erba addormentata su labbra d’onde

e canne come ciglia

sul volto disteso del crepuscolo.

Sussurra il cielo

parole grandi come il firmamento.

In punta di piedi

semplicemente

dondolando

si trova l’infinito.

 

Lieto scorre il tempo in albe nuove

l'autunno si rinserra alla mia porta

e frusciando di foglie

si commuove.

Tornano i migratori alla palude

il grande volo sanno da terre lontane

rallegrano di canti e colori tutt'intorno

dopo il ristoro partono

nel loro dna l'immenso, simili a noi

umani che pure

ci crucciamo per questo

tanto.

 

Leggere piume

che sfiorano solleticando

il ventre di nuvole sapienti

addormentate nel cielo turchino.

Sostengono vite protese

più leggere di ogni dolore.

Migrando si portano dentro

il colore mai visto della libertà.

 

 

Davedomus & Ladylunaa

Postato da: davedomus a ottobre 07, 2008 12:56 | link | commenti (2)
poesia