Come sopravvivere al disastro nucleare... Benvenuti nel mondo di Philip K. Dick... e nel mio!!
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Un bava leggera di vento
e fu autunno.
Tra i rami seccarono le illusioni,
marroni, gialle e rosse,
striate come mani venose,
a stringere invano il tempo passato.
Oltre quell’ansa nascosta,
tra un brivido e un riflesso di Luna,
stava un sasso,
levigato dalla corrente sottile
di un amore trasparente ai ricordi.
Respirava la riva il vento umido
di pioggerella leggera.
E nebbia di perle
riempiva i polmoni del bosco.
Così sentii le voci di dentro
parlarmi con voce di foglia,
intonare un canto d’erba,
rada nei prati illusi del cuore.
Brezza di malinconia
e fu autunno.

Quando guardai era soltanto vento
[ un fruscio silenzioso
che s'appoggiò sul cuore]
Quando riguardavo era d'argento
come di luna stupore
una falce incerta disegnata sull'orizzonte
fuggitiva come a sfumarsi le parole
[...quando riguardai
stava sorgendo il sole]
dedicata per il comune amore che ci lega alla Luna al mio squisito ospite
Oltre
l'abbaglio di un giorno a stento nato
e scivolato nell'antro nascosto
di un futile avvenire
Avviene
che il regolo del tempo
s'inceppi in ore perdute
ad aspettare mitici futuri.
Il destino
si incarna nel corpo
d'un incerto essere
curvato dal peso delle ombre.
Di un uomo
appeso al ramo dei giorni rigogliosi e verdi
e che si illuse
di esser frutto maturo a primavera.
si dondola nel vento
e come foglia secca ormai segnata
attende che svanisca il suo tormento.
Con gli occhi ancora assonnati, come ogni mattina, si mise al computer e sfogliò le notizie. Ancora Eluana, quella ragazza rimasta in stato vegetativo. Non vogliono smettere l’alimentazione forzata e … parole, parole, tante parole.
Med disse quasi con rassegnazione:- Perché non staccano la spina? Perché la fanno ancora soffrire? –
Mes replicò con il suo solito tono distaccato:- Soffrire? No non può più soffrire adesso. Non è cosciente della sua condizione. La lascino vivere … se così può dirsi! –
Med al solito quando sentiva Mes cominciò ad agitarsi:- Ma lei aveva detto che in queste condizioni non voleva più continuare! Perché non la si rispetta! –
Mes ancora più pacatamente:- Sarebbe più giusto sopprimere chi soffre e non ha più speranze, quella sì che sarebbe una buona azione! Che siano i medici a decidere. –
A questo punto Med sbottò:- Dio dona non toglie!! Ci da la vita ma questa poi è solo nostra! Solo noi possiamo decidere! Basta con queste autorità che trattano le persone a loro convenienza! E’ la prepotenza del potere! –
Quasi ridacchiando Med aggiunse:- Dio non si interessa di queste cose … Non è autoritario … -
Mes sconfortata commentò: - Parole, parole, parole, tante parole e gente che sentenzia sulla vita e sulla morte … altrui! –
Stranamente quella mattina sentiva un senso di disagio e le solite voci che gli ronzavano in testa. Con la consueta noncuranza passò a leggere di calcio …