Come sopravvivere al disastro nucleare... Benvenuti nel mondo di Philip K. Dick... e nel mio!!
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Lento se ne va.
Accanto all’orlo
di un marciapiede di stazione
disegna il cammino
di un uomo ormai arrivato.
Si avvia verso i giorni
lasciati ad arrugginire
sul binario morto
di una esistenza abbandonata.
Si congeda dalle folle
ignorando il sottopassaggio
colmo di vite.
Segue una luce
persa in un cielo infinito.
Sarà una nuvola
così come le altre
ignorata dagli sguardi
della gente che non vede più
quel bianco fiorire nell’azzurro.
(immagine presa dal sito ufficiale di Phil. K. Dick)
Hoppy è una dei personaggi principali e più inquietanti del romanzo “Cronache del dopobomba” di Phil K. Dick, titolo che ha ispirato il nick di questo blog. Hoppy è un focomelico, le sue braccia e gambe non si sono sviluppate, sono solo dei moncherini. Questa malattia ci porta agli anni sessanta quando più di 10.000 neonati nacquero in queste condizioni. Le loro madri, incinte, avevano preso delle pillole contro la nausea che contenevano il talidomide, sostanza che solo dopo si scoprì avesse effetti nefandi sull’embrione. Quello che però voglio mettere in risalto è il fatto che questo strano personaggio va in sedia a rotelle e ha delle appendici elettroniche che sostituiscono le mani e le braccia comandate direttamente dal cervello. Hoppy sviluppa della capacità che potremmo definire “paranormali” . Riesce a vedere in trance il futuro. Sviluppa anche una grandissima abilità nel manipolare gli aggeggi elettronici, le macchine e le domina. Su cosa voglio farvi riflettere? Oggi anche noi abbiamo, inconsapevolmente, delle protesi elettroniche. Con i video e la TV la nostra vista si è sviluppata oltre misura. Anche la nostra voce si è ingigantita con i telefoni, le comunicazioni e arriva ovunque. Riusciamo a guardare nell’infinitamente piccolo, nel nostro corpo, abbiamo coscienza di cose inimmaginabili. Ci sono delle cose che possiamo fare solo attraverso l’ausilio di un artefatto. Tutto questo per merito dei “sensi” artificiali. Le “macchine”. Dick ne era ossessionato e ci narra della fusione fra le macchine come le intendiamo noi e le macchine biologiche che siamo. Sarà questo lo scenario futuro? Quale sarà il nuovo concetto di vita? Beh a vedere il mondo intorno mi sa che Dick aveva ragione…
Lì
dove è ovattato
un battito di cuore.
Fra muschio nascosto
e angoli d'ombra
appena rischiarati dalla Luna.
Lì
dove è chiaro
il canto delle stelle.
Fra campanili erti
e cieli di tristezza
appena sfiorati
dalla carezza delle nubi.
Lì singhiozzano
le ore strappate
e mai più ritornate.