Scalpitano rintocchi di campane
come a bussare alla porta della malinconia.
Orizzonte lontano
è la fronte del vento
dai capelli scompigliati.
Tra braccia protese
a stringer un cuscino di nuvole
sogno ancora le cime d’argento
dipinte di Luna.
La vita nella vita si confonde
sulla testa rossa del sole.
Fra riccioli d’oro e sudore d’infinito
brucio ciò che resta del giorno
sulle braci del tramonto.
Cipressi.
Come fiamme di candele.
Si accendono di verde
nella notte di questa strada.
Sono piume nelle ali della terra,
sostengono il volo di questo mio sogno.
Cipressi.
Si piegano al vento tutti insieme
come onda nel mare di un infinito pensare.
Discreti.
Si tengono ai margini della via
come quei desideri
che non osiamo esprimere.
Respiro le loro fronde nascoste,
e così, con loro, mi immergo nel cielo.
Cipressi.
Forti come sarei voluto essere.
Si stagliano dritti,
con orgoglio,
come io non ho fatto mai.
Mi accompagnano alla sera
Che stanca saluta la malinconia.
Pungeranno l’oscuro cielo
e nel buio vedremo una sentiero di stelle,
ai lati del quale i cipressi celesti
le nostre speranze con noi in cammino…
Io penso ciò che tu pensi.
Ma io non so.
Tu non sai.
Ma siamo veri tu ed io.
Vissuti accanto,
distanti come due anime accostate
inconsapevoli di esserlo.
Il tuo respiro è il mio.
Al ritmo di un battito asincrono
I nostri cuori simbiotici.
Sguardi ciechi vedono
ma non si accorgono.
E allora trascendo
e lì ti incontro.
Nel senso opposto all’ovvio
ho trovato la strada.
Fermati un attimo ed ascoltami.
Così sarò.
Così sarai.
Camminerò.
Per quelle strade
dove si perdono i colori del tramonto
negli orizzonti adagiati
dietro i tetti di palazzi lontani.
Aspetterò.
Per quei momenti
dove tutto potrebbe fermarsi
sul ciglio di un marciapiede ormai sconnesso.
Partirò.
Per quel cammino
che scalerà i crepuscoli
come il fumo grigio dai comignoli spalmato
sulle guance delle nuvole.
Arriverò.
Per quell’eterno andare
in quel luogo che forse non esiste
ma il solo dove mi potrò fermare.
Brividi di un sogno.
Impercettibili come polvere
si posano sulle guancie del buio.
Con occhi rapaci e artigli uncinati
un falco peccatore acceca gli sguardi.
Non c’è voce di Luna
in questa notte assassina.
Vibrano ai vetri le urla della preda,
desiderio stanato dal rifugio
che l’angoscia gli aveva spalancato.
Invisibile è il sangue versato
nella solitudine cieca di paura.
Come figli che si perdono per sempre
i pensieri svaniscono nell’alba.
Ti direi
di quelle nuvole smaltate di rosso
come unghia finte tolte al tramonto.
Ti direi
di quella coperta blu
che è mare arricciato nei miei pensieri.
Ti direi
Di quella Luna pazza
che ride alla morte dei sogni d'innocenza.
Non posso parlarti di poeti assolti
né redimerne i versi.
Anche se il paradiso fosse verità
non vuol dire che sia vero.
Non posso dirti di alberi sfrondati dal dolore
né di erba che cresce la speranza.
Anche se l'inferno fosse inganno
non vuol dire che sia falso.
Ti dico solo
cibati di vita fin quando è vera
anche se non vuol dire che sia reale.
Si gonfiano di vento come vele,
illuse dalla carezza delle nuvole
dai gesti volutamente impalpabili.
Si fanno volto stringendo palpebre
che come occhi stanchi
non sanno più vedere le forme dell’inganno.
Si chiudono, corolle di fiori senza sole,
rotolato giù dall’orizzonte ripido
nella notte di mani cieche smarrite.
Vorrebbero ma non possono piangere lacrime.
Si aprono come rami e fioriranno di ricordi.
Quando piangerà nel bosco
quella pioggerellina fitta di spilli,
sentirai nel silenzio tra gli alberi
le piccole creature trafitte.
Così io stanco di piangere
ho sussurrato alle orecchie del vento
il mio dolore.
Ed ora è stormir di foglie.
“… Cos’è l’Universo? Semplicemente un po’ di inquinamento dello Spazio… Galassie , pianeti ed uomini sono soltanto pulviscoli irrilevanti di infinite energie e cose a noi invisibili… Con o senza di noi l'Universo sarebbe fondamentalmente lo stesso…”
Lawrence Krauss (cosmologo dell’Università di Cleveland.)
Ho letto questa citazione su una rivista. La fisica moderna ci dice che noi riusciamo a vedere solo una piccolissima parte dell'Universo che per più del 90% è formato da quella forza misteriosa che i fisici chiamano Energia Oscura. Riflettiamo su questo.