Come sopravvivere al disastro nucleare... Benvenuti nel mondo di Philip K. Dick... e nel mio!!
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Acqua che gelida sei diventata neve
Le ali degli uccelli hai reso di cristallo.
E su in cielo si fermano come in stallo
Sull’assetata terra che secca più non beve.
Il volo d’ogni gioia è un fiocco vago
Si scioglie in gocce, rugiada sulle piume.
Scorre il dolore, impetuoso si fa fiume.
Inonda il petto che si ghiaccia come il lago
Di quei ricordi che la memoria ha congelato.
Su quel ghiaccio si posano gli aironi
Che il lungo volo e il vento hanno stremato.
Sulla coltre bianca si trascinano carponi
Come gli amori che il tempo ha raffreddato
S’accasciano di pianto e giacciono ormai proni.