Come sopravvivere al disastro nucleare... Benvenuti nel mondo di Philip K. Dick... e nel mio!!

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giovedì, 27 dicembre 2007
La lacrima di un Angelo (leggendo J. Keats)

 
La lacrima di un Angelo
è un fiocco di neve.
Rugiada di un trifoglio
cresciuto sul crinale
della malinconia.

Postato da: davedomus a dicembre 27, 2007 21:31 | link | commenti (10)
poesia

martedì, 18 dicembre 2007
Ero. Sono. Sarò.

Ero.
Nutrito da un sole infuocato
Appeso ad una mano di rami
Chioma di un solido albero.
 
Sono.
Scosso da un vento indeciso
Sospeso come una piccola goccia
Lacrima di un’umile foglia.
 
Sarò.
Accarezzato da una tenera Luna
Disteso come soffice muschio
Sogno svanito di tutta una vita.

Postato da: davedomus a dicembre 18, 2007 23:29 | link | commenti (16)
poesia

lunedì, 17 dicembre 2007

NATALE 2004
 
Tante luci brillano intrappolate
dentro prigioni di fili,
di vetrine,
di festoni colorati.
non starebbero meglio nel bosco buio
come lucciole di natale?

Postato da: davedomus a dicembre 17, 2007 08:01 | link | commenti (6)
poesia

sabato, 08 dicembre 2007
Gelata

Acqua che gelida sei diventata neve

Le ali degli uccelli hai reso di cristallo.

E su in cielo si fermano come in stallo

Sull’assetata terra che secca più non beve.

 

Il volo d’ogni gioia è un fiocco vago

Si scioglie in gocce, rugiada sulle piume.

Scorre il dolore, impetuoso si fa fiume.

Inonda il petto che si ghiaccia come il lago

 

Di quei ricordi che la memoria ha congelato.

Su quel ghiaccio si posano gli aironi

Che il lungo volo e il vento hanno stremato.

 

Sulla coltre bianca si trascinano carponi

Come gli amori che il tempo ha raffreddato

S’accasciano di pianto e giacciono ormai proni.

Postato da: davedomus a dicembre 08, 2007 07:49 | link | commenti (12)
poesia

lunedì, 03 dicembre 2007
Sgusciando

Mi è entrato il cielo nella testa
con quel suo strano colore di crepuscolo.
Preme sulle tempie fino a spaccare i pensieri.
 
Mi struscio come un gatto al dorso della Luna
e dopo nella notte le mie fusa, stormir di foglie.
Con passi felpati percorro il buio che graffia,
 
salto sui tetti di tegole, scaglie di pelle
e con un balzo mi afferro alla grondaia
ancora umida di lacrime piovute .
 
E sempre seguirò il riflesso di te lontana
a guidarmi sul cornicione scrostato.
Così è il mio andare verso la caduta.
 

Postato da: davedomus a dicembre 03, 2007 14:55 | link | commenti (4)
poesia