Come sopravvivere al disastro nucleare... Benvenuti nel mondo di Philip K. Dick... e nel mio!!

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venerdì, 28 settembre 2007
Alberi

Sono ancora lì gli alberi che forse sono uno,
affacciati al muro nero di lava imprigionata.
Quanti autunni vagabondi ci vorranno ancora?
Quante foglie saranno ancora spese?
Qui è nascosto il mio aspettarti,
fra i gatti e un cielo arricciato di nuvole.
Penuria di parole si fa silenzio.
Il muschio è una muraglia prestata al cuore roccia.
Vesto quei colori di ruggine,
virati dal sangue rosso delle mie speranze.
Qui si tiene la liturgia del crepuscolo viola.
Chi meglio del sacerdote dolore la celebrerà?
Mansueta l'ostia della Luna mi redime.
Confesso di avere peccato.
Confesso di avere amato

Postato da: davedomus a settembre 28, 2007 18:20 | link | commenti (4)
poesia

martedì, 25 settembre 2007
Mi sono perso

Mi sono perso in un risvolto della vita,
come una moneta dimenticata
nelle pieghe di una tasca e
ritrovata quando ormai non ha più valore.

Postato da: davedomus a settembre 25, 2007 12:26 | link | commenti (11)
riflessioni

venerdì, 21 settembre 2007
Il Re degli Elfi.

Dove non guarda più la Luna
rimane solo la cenere del sogno.
Nella penombra si aggirano presagi
di nere veglie e spiriti malvagi.
Il vento chiede se il re è già arrivato,
accenna un si il ramo che si è piegato.
Col capo poggiato sui gomiti del bosco
arranca malato di stenti e solitudine.
Del suo piccolo popolo solo i ricordi
perché da tempo si crede solo agli orchi.
Quella battaglia che lo ha consumato
l’ha reso cieco e sordo ad ogni incanto.
La foresta non brilla più di luce
e a folletti e fate si preferisce il fango.
Sul nido intrecciato di grigie foglie,
ha deposto un gemito sommesso.
E alla notte che picchia come un maglio
cede il suo elmo ormai tutto ammaccato.
Così svanisce senza far rumore
nel tronco cavo della rassegnazione
E la foresta torna vuota e mesta
senza magia si è spenta d’illusione.

Postato da: davedomus a settembre 21, 2007 18:53 | link | commenti (5)
poesia

lunedì, 17 settembre 2007
Ancora qui

Ancora qui nel bosco,
nell’ora in cui il tramonto falcia
Il raccolto degli ultimi raggi d’oro,
sto ad ascoltare le chiacchiere del vento.
Si affaccia curioso un volto di Luna,
impaurito nell’ombra si accuccia un triste ricordo.
Quando l’autunno succhierà il verde alle foglie
abbraccerò la pelle nuda delle betulle.
Donerò il mio inutile amore, in piccole gocce,
ai muschi nascosti nelle ascelle dei rami.
Tutto mi dice addio e la mia morte è al sicuro.
In questo carcere verde, nella gabbia di abeti,
sconterò la condanna di quell’esile gioia.
Non ci sarà croce nell’erba bagnata,
solo marcire di fiori negli angoli d’ombra.
Perché del silenzio ha bisogno lo strazio
e dei sospiri del vento si nutrono i giorni.
Tutte la notti mi va parlando quell’unico pensiero,
ripete rauco dell’amare maldestro.
Soffocate le aurore nel tintinnare dell’alba
aspetto ormai vinto il ruggito del giorno.
 

Postato da: davedomus a settembre 17, 2007 19:17 | link | commenti (11)
poesia

venerdì, 14 settembre 2007
Il verde nel viola...

Lo sguardo accucciato come un gatto nel buio.
Annusa la Luna tra il luccichio delle stelle.
Ubriachi i miei occhi srotolano un’occhiata.
Contorsionista della sera mi curvo fra gli alberi.
M’inchino alla pena di questi poveri prati.
Cuori di pietra scavalcano il colle del dubbio.
Mi è pesante vivere nel lutto di questa terra.
Orfano di mare è il fiume delle ore sommesse.
E’ stato facile spargere il grigio su tali orizzonti.
Una catasta di ombre è la sola memoria
di un tempo di acque azzurre e d’amori.
Murato nel sogno respira memorie.
Pian piano si perde il verde nel viola.

Postato da: davedomus a settembre 14, 2007 19:11 | link | commenti (6)
poesia

giovedì, 13 settembre 2007
Muri

Muri
Rovinati da anni che non so  immaginare.
Lontano quel tempo in spirali di secoli.
Crosta sulle ferite cucite di pelle.
Muri
Accostati alle sere profumano di fiori invisibili.
Delimitano il confine nel buio dell'essere vivo.
Tacciono le crepe stupite come bocche spalancate.
Muri
Come erica s'aggrappa l'immobile spavento.
Mille braccia di rami a stringere membra di pietra.
Si sbriciola l'eternità raschiata dal vento.
Muri
Improvviso dal nulla odo il bastone del cieco.

Postato da: davedomus a settembre 13, 2007 19:38 | link | commenti (6)
poesia

lunedì, 10 settembre 2007
Tetti

Ecco qualche verso scricchiolante e ancora arrugginito... ma voglio postarlo lo stesso! Grazie a tutti voi per esseermi vicini.
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Tetti.
Mancano i crepuscoli come i sogni al giorno che si addormenta.
Un filo di fumo dai comignoli,  candele appena spente.
Dal balcone della sera lo sguardo attonito dell’ultimo pensiero.
Tetti.
Nella ferita rossa del tramonto il sole come l’ultimo tizzone.
Pietra focaia del cielo che si accende di pallidi bagliori.
Soffoca il respiro la bambagia delle nuvole.
Tetti.
Sul crinale delle grondaie scivolano orizzonti di pianto.
Le lingue attorcigliate ai rami di alberi strizzati.
Si perdono le rondini nello stagno della sera.
Tetti.
Di Luna riflettono le notti d’ombre tremanti e dai volti incipriati.
L’incompiuto verso si perde tra la pioggia di stelle.
Tra i vetri che vibrano all’ira del vento il tormento del dubbio.
Tetti.
Lo sguardo è dietro ancora, là dove non possiamo che immaginare.
 

Postato da: davedomus a settembre 10, 2007 18:55 | link | commenti (6)
poesia

lunedì, 03 settembre 2007
Che succede?

Mi guardo dentro e non vedo più nulla. Neanche quella poesia che mi ha tenuto a galla. Aspetto una scintilla... o una piccola luce.

Mancano i crepuscoli come i sogni al giorno che si addormenta...

Postato da: davedomus a settembre 03, 2007 18:37 | link | commenti (13)
riflessioni