Come sopravvivere al disastro nucleare... Benvenuti nel mondo di Philip K. Dick... e nel mio!!

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lunedì, 30 aprile 2007
STANCHEZZA

Posso guardare il cielo e non vedere il sole.

Il cesto pesa sulle spalle curve dell'anima.

Cuocio la carne in pentola bollente

dove gli anni svaniscono in bolle.

La mia parola tuona,

affanno in versi, insegue il lampo.

Peso inerte

guardo nel ghiaccio,

cristallo gelato sul  lago dei miei sogni.

Stanchezza in cocci,

vetro tagliente sul muro

che mi separa dalla felicità.

Postato da: davedomus a aprile 30, 2007 12:04 | link | commenti (18)
poesia

venerdì, 27 aprile 2007
UNA SOCIETA' DI FOLLI

I brani che seguono sono tratti da Clans of The Alphane Moon di Philip K. Dick (1968).
Traduzione italiana di Ferruccio Alessandri (Follia per sette clan).


Ma c'era una categoria ancor più sinistra, che in cuor suo Mary si preparava a dover affrontare. La violenza dei maniaci era data solamente da un impulso e si limitava per lo più a quello: alla peggio si sarebbe manifestata in un accesso d'ira, in un'orgia temporanea di furore che si sarebbe poi smorzata. Ma al contrario da parte di un paranoico ci si doveva aspettare una fredda, sistematizzata e permanente ostilità. Non si sarebbe smorzata da sola con il tempo, ma ne sarebbe accresciuta, trasformandosi in qualcosa di sempre più elaborato. Il paranoico possedeva una capacità analitica e calcolatrice di primo ordine: aveva un'ottima ragione per ogni sua azione, ed ognuna di esse rientrava sempre a far parte di uno schema molto complesso.............

........E, cosa ben più grave, diversamente dal maniaco-depressivo e dall'ebefrenico, oppure dal semplice schizofrenico-catatonico, il paranoico sembrava razionale.

........


Mary disse:

- Secondo la mia teoria, i diversi tipi e sotto-tipi di malati mentali su questo mondo dovrebbero essere divisi in classi, qualcosa come nell'antica India. Queste persone, gli ebefrenici, dovrebbero essere equivalenti agli intoccabili. I maniaci dovrebbero formare la classe guerriera, priva di paura: una delle più alte.-

- I Samurai,- mormorò Mageboom. - Come in Giappone.-

- Si. I paranoici, o meglio i paranoici-schizofrenici, dovrebbero costituire la classe di governo: sono in grado di sviluppare un'ideologia politica e dei programmi sociali, con la loro visione senza ostacoli delle cose. Mentre i semplici schizofrenici...-

Ci pensò qualche minuto.

- Dovrebbero corrispondere alla classe dei poeti, poiché molti di loro sono visionari religiosi, così come alcuni Eb - ..........

Mary si sforzò di ricordare quali altre categorie esistessero.

- Potrebbero essercene alcuni con idee ambivalenti, semplici psicotici con forme avanzate di neurosi ossessive-coercitive, quelle che vengono definite come disturbi dienfalici. Non sarebbero per nulla violenti e formerebbero i quadri del clero......-

.....................

Allora quanto assomiglia questo mondo di folli al nostro?

Postato da: davedomus a aprile 27, 2007 11:26 | link | commenti (19)
dick

mercoledì, 25 aprile 2007
IN QUESTA NOTTE

In questa notte si inseguono i ricordi
come biglie colorate lanciate dal bimbo
che dentro me si sveglia in sogno.

In questa notte le piume del mio cuscino
salgono in cielo lanciate al vento
così che le stelle ridano ancora perché

In questa notte, scorie di infiniti passati,
folla di anime che scappano sole nel ricordo,
vivono come misteriose presenze  tra noi.

In questa notte il suono magico delle note
dolcemente le adagerà ancora in terra
e lì rivivranno ancora alla vista di una croce.

Postato da: davedomus a aprile 25, 2007 13:46 | link | commenti (6)
poesia

martedì, 24 aprile 2007
NOTA SOSPESA

Il mio cuore cercatelo

sotto il petalo di un fiore.

Violetta triste e solitaria,

là dove il muschio non vede

che luce riflessa.

 

 

Lì sarò filo d'erba muto

dopo averti amato.

Sarò goccia di pioggia

sospesa al bordo di una foglia.

Musica del bosco.


Così è rimasto il tuo bacio

sulle mie labbra.

Nido di foglie che aspetta il fiore.

Nota sospesa

nel verde profondo.


Postato da: davedomus a aprile 24, 2007 12:23 | link | commenti (26)
poesia

domenica, 22 aprile 2007
OFELIA

Non ha capito quanto l'amavi

Non ha sentito cosa provavi

Solo tu hai stretto al cuore

I fiori del tuo gran dolore.


E quando al ruscello tu hai parlato

Una sola parola ti ha gridato

Abbracciami!

Così in un letto freddo lo hai amato

il suo volto di muschio hai baciato.


Tu cespuglio in fiore

Tu giglio di fiume

Tu foglia verde

Tu pietra levigata

Tu acqua di ruscello

Tu amore...

Postato da: davedomus a aprile 22, 2007 00:05 | link | commenti (14)
poesia

venerdì, 20 aprile 2007
FANTASCIENZA

Leggeva un saggio sulla fantascienza.


L'immaginario era l'alibi del reale, in un mondo dominato dal principio di realtà. Oggi è il reale che è diventato l'alibi del modello, in un universo retto dal principio di simulazione. Ed è paradossalmente il reale che è diventato oggi la nostra vera utopia – ma è un'utopia che non appartiene più all'ordine del possibile, perché non si può che sognarne, come un oggetto perduto”.


La mente destra che fino ad allora si era trattenuta, sbottò: - Ma come si fa a scrivere così! E della fantascienza! Cosa si può capire! -

Con calma la mente sinistra replicò: - Smettila. Lui è un sociologo e la sua analisi dà dignità a questo genere. Bisogna inquadrare l'utopia in un possibile futuro. -

- E il sense of wonder? - Disse la mente destra. - La capacità di meravigliarsi, sognare viaggi nel cosmo e avventure alla ricerca dei misteri? La curiosità che ha spinto gli esploratori alla conquista di nuove terre? Perché non vuoi capire? -

La mente sinistra disse con sufficienza: - Con i sogni non si va lontano. Meglio leggere un fumetto. La fantascienza se non si dà una regolata non sarà mai pari alla grande letteratura. -

- La grande letteratura?? - Esclamò la mente destra. - Quale? Quella dei comici o di quelli che scrivono sempre la stessa vicenda camuffata da un titolo diverso! Dove sono più le grandi storie? Dimmelo! Dai dimmelo!! Basta! Io voglio emozionarmi!! -

La mente sinistra sentenziò: - Una letteratura senza morali, senza messaggi, senza insegnamenti non è che un guscio vuoto. -


I fogli scivolarono in terra. Con il capo reclinato si addormentò.


Postato da: davedomus a aprile 20, 2007 07:32 | link | commenti (8)
pensieri compressi

mercoledì, 18 aprile 2007
Gabriela Mistral

Un omaggio alla Mistral premio Nobel ormai dimenticato.
Praticamente questa è la sua ultima poesia.

PARADISO
 
Distesa lamina d'oro
e nell'adagiarsi dorato
due corpi come gomitoli d'oro;
un corpo glorioso che
ascolta e un corpo
glorioso che parla nel
prato in cui nulla parla;
un respiro che va al respiro e
un volto che trema d'esso,
in un prato in cui nulla trema.
Ricordarsi del triste tempo in
cui entrambi avevano
Tempo e da esso vivevano
afflitti,
nell'ora del chiodo d'oro
in cui il Tempo restò alla
soglia come cani vagabondi...

Postato da: davedomus a aprile 18, 2007 08:32 | link | commenti (6)
poesia

martedì, 17 aprile 2007
TI HO

Ti ho salutata.

Ti ho visto partire per il sogno che era il nostro sogno.

Senza me.

Appendo la mia carne macellata al gancio del dolore.

Getto le mie ossa ai cani perchè le sotterrino profonde,

insieme ai vermi.

Scaglio il mio cuore pietra a frantumarsi lungo il pendio.

Lascio la mia anima urlante

come neonato nudo abbandonato...

Postato da: davedomus a aprile 17, 2007 10:57 | link | commenti (5)
poesia

lunedì, 16 aprile 2007
SPIATI

Questo brano è tratto da Clans of The Alphane Moon di Philip K. Dick (1968).
Traduzione italiana di Ferruccio Alessandri (Follia per sette clan).

Di colpo, Chuck si sentì spaventato e invaso da uno strano senso di impotenza: non era neppure stato capace di andarsene, di trovare un conapp in cui vivere senza che Mary riuscisse a rintracciarlo. Gli sarebbero bastati pochi giorni, non di più e Nat Wilder avrebbe potuto procurargli la protezione della legge, ma oramai a quel punto lui era impotente: doveva confessarlo.
Gli era facile immaginare in che modo lei avesse potuto rintracciarlo tanto in fretta: i rivelatori elettronici di posizione erano in vendita ovunque e a buon mercato. Oppure, e questo era molto più probabile, Mary si era rivolta ad un Occhio-Spia, una delle tante agenzie investigative robot, aveva ottenuto l'uso di un annusatore e gli aveva mostrato il suo schema encefalico. E quello ora lo avrebbe seguito in ogni luogo avesse pensato di nascondersi. Ormai, rintracciare qualcuno nel caos delle grandi città, era diventato una scienza esatta. Così, una donna determinata a localizzarti, riflettè amaramente Chuck, lo può fare con tutta facilità.

.............

Vi sembra fantascienza? Oggi la tecnologia ha fornito gli strumenti che sono alla base di questo futuro probabile. Rilevatori satellitari, intercettazioni telefoniche, controllo dei contenuti di mail e siti, i nostri movimenti sul web, telecamere piazzate dapertutto; i chip sottocutanei sono già una realtà e i rilevatori di impronte, i lettori di pupille li troviamo all'ingresso degli istituti di credito e altri edifici. Immense banche dati contengono le informazioni di carte di credito e movimenti bancari.  Insomma i mezzi per sapere tutto di noi e dove ci troviamo sono al servizio di chi vuole trovarci, spiarci, controllarci. Occhi-Spia e Annusatori forse già li stanno sperimentando...

Postato da: davedomus a aprile 16, 2007 22:59 | link | commenti (9)
dick

IL TEMPO

Il tempo sprecato affidato al vento

perché disperda quei minuti,

quelle ore, quei giorni gialli

come foglie secche.

Il buio fra noi, i muri,

le finestre chiuse.

Postato da: davedomus a aprile 16, 2007 06:18 | link | commenti (6)
poesia